Habemus Conor O’Shea!

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Se ne è parlato a lungo, già da prima del Sei Nazioni, ma adesso è realtà: l’ex allenatore degli Harlequins, Conor O’Shea, è finalmente il commissario tecnico dell’ItalRugby.

Cerchiamo di scoprire il profilo della neo guida azzurra: irlandese, è stato estremo del Leinster e dei London Irish, nonché per trentanove volte chiamato a difendere i colori dei Greens. La carriera di Conor è stato stroncata da un infortunio alla caviglia, che lo ha costretto anzitempo al ritiro.

Il filo conduttore tra il campo e la panchina è stato diretto: cinque anni alla guida tecnica dei London Irish, appena dopo aver appeso gli scarpini al chiodo. Dopo un intermezzo nel settore sviluppo della Federazione inglese, passa alla guida degli Harlequins. Con i Quins arriva alla storica conquista della Premiership, la prima della loro storia, e sfiora, proprio pochi giorni fa, la conquista della Challenge Cup (persa in finale con il Montpellier, 19-26).

E adesso, che Italia sia.

Voglio una squadra preparata fisicamente: se anche solo tre o quattro giocatori sono sottotono, tutta la squadra ne soffre“. Partire dai fondamenti: lavoro, sacrificio, forza mentale, ma anche divertimento: “il rugby è un gioco: per vincere, bisogna anche divertirsi“.

Collaborazione: è questa un’altra nelle parole chiave sulle quali il commissario tecnico ha posto l’accento. Chiama in causa Benetton Treviso e Zebre, le nostre franchigie, con le quali si aspetta di intrattenere un rapporto proficuo; ma anche i club dell’Eccellenza e i giovani della U20. La Nazionale è solo la punta dell’iceberg, il movimento ovale azzurro deve compattarsi e ritrovarsi, per il bene dell’ItalRugby.

Questo il sunto delle prime dichiarazioni di Conor O’Shea. Buon lavoro Mister!

Ecco l’intervista integrale: